Impossible Plan
Atlas of Voids, (Vol. II)
2025-26

Impossible Plan
Atlas of Voids, (Vol. I)
2024-25

Impossible Plan indaga un’architettura senza funzione: setti, corti e corridoi si organizzano come una partitura astratta in cui l’orientamento del corpo e della luce diventa il vero soggetto. Il calcestruzzo non descrive un edificio, ma un campo mentale.
I volumi sono pieni, massicci, interni l’uno all’altro, ma ciò che il progetto esplora sono gli spazi vuoti tra di essi: percorsi senza destinazione, soglie senza programma. Alcuni spazi sono deliberatamente inaccessibili, privi di scale o aperture. Non è un’omissione, ma una dichiarazione: non ogni luogo è raggiungibile, non ogni esperienza è traducibile.Se il progetto fosse una tela, il movimento del visitatore sarebbe il disegno. Ogni istante offre una prospettiva diversa, ogni spostamento riscrive la composizione. Non esiste un punto fisso, non esiste un centro,solo il percorso, e ciò che il percorso rivela nel tempo.
Atlas of Voids è una mappa di questi spazi intermedi: un atlante non di luoghi, ma di condizioni percettive. Come nelle serie pittoriche, l’identità del progetto non è data, ma emerge,provvisoria, stratificata, sempre in ridefinizione.

Interspace no.ll
2026

Indaga una condizione di tensione costante tra massa e spazio.La struttura non definisce il vuoto, ma lo comprime.Gli elementi rimangono sospesi in un equilibrio instabile, mantenuti in uno stato di pressione continua. Più che un’architettura funzionale, il lavoro si configura come una presenza, priva di origine e di funzione dichiarata. Una struttura fuori dal tempo, collocata tra permanenza e collasso.
Non una narrazione. Una condizione.

PASSAGE 01
Installation Space 2026

Lo spazio è nero, privo di luce ambientale. Due volumi triangolari convergono in un passaggio stretto al centro — una soglia che genera compressione, sospensione e cambiamento percettivo.La luce entra solo attraverso aperture nel soffitto e, invece di illuminare, rivela: presenze, percorsi, punti di sosta. In questo contesto la luce funziona come segno, non come illuminazione. In assenza di una visione complessiva, lo spazio viene vissuto attraverso il movimento, l’orientamento e la consapevolezza corporea.Rimuovendo i limiti visivi e controllando con precisione la luce, il progetto trasforma lo spazio in un campo percettivo interno, dove il corpo passa da osservatore passivo a principale agente dell’esperienza.

CASA EXPERIMENTALE
2024

Casa Experimentale è una casa per una sola persona, organizzata in cinque piani sovrapposti, ciascuno dedicato a un aspetto fondamentale dell’esistenza: il corpo, la cura, il dialogo, la solitudine, la conoscenza. La verticalità non è una scelta formale ,è una posizione: salire è un atto, ogni piano è una condizione diversa dell’abitare. L’accesso avviene esclusivamente tramite una rampa esterna che conduce al piano terra, senza porte interne tra i livelli. Il percorso impone una consapevolezza fisica del movimento, trasformando ogni transizione in un gesto deliberato. La luce è zenitale, i materiali sono essenziali, il programma è ridotto al minimo necessario. La casa non risponde a esigenze funzionali,le interroga. Non è una residenza nel senso convenzionale, ma uno strumento per abitare con consapevolezza, un microcosmo verticale dell’esistenza umana.